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Ristrutturazione commerciale

La ristrutturazione di un locale commerciale richiede interventi mirati, effettuati da un team esperto non solo in edilizia ma anche in design per il commercio, in particolare per le attività già operative poiché i tempi di intervento sono, necessariamente, ridotti rispetto ad una qualsiasi altra operazione di adeguamento edilizio.
Questo vale non solo se il restyling o il rifacimento dei locali avviene ad attività già avviata, per cui esiste la necessità di accelerare i tempi per riprendere con il lavoro e non sospendere l’attività commerciale troppo a lungo, ma anche per chi deve avviare una attività ristrutturandone una esistente poiché il tempo trascorso prima dell’apertura costituisce un investimento in perdita. 
Per procedere con la ristrutturazione locale commerciale abbiamo un team con esperienza decennale nella realizzazione di attività aperte al pubblico, in particolare nell’organizzazione, gestione e direzione del cantiere, in modo da rendere semplice ogni processo di ristrutturazione.

Aree di intervento

  • Rilievo

  • Studio di Fattibilità

  • Progettazione preliminare ed esecutiva

  • Pratiche Amministrative

  • Scelta materiali e maestranze

  • Direzione Lavori

  • Sicurezza nei cantieri

  • Certificazione energetica

  • Catasto

I costi

Incidono sul costo ristrutturazione locale commerciale numerosi elementi.
Prima di tutto la superficie del locale, quindi la tipologia dell’ambiente, la collocazione geografica, la mole di lavoro da eseguire, considerando soprattutto gli impianti che devono essere rifatti, messi a norma o realizzati in toto, ed infine la collocazione di mobili e complementi d’arredo.
In termini di impianti devono essere considerati i costi relativi alla climatizzazione, all’apparato elettrico, alla scelta delle finiture e dei materiali.
Fondamentale è l’arredamento poiché costituisce uno degli elementi che andranno a condizionare l’attività commerciale e la relazione con il pubblico, insieme all’illuminazione.
Ad influenzare i costi sono anche i tempi previsti per realizzare la ristrutturazione a partire dalle fasi preliminari che considerano la progettazione, la scelta dei pavimenti, degli impianti, dei colori e del design e la presentazione delle pratiche amministrative, tappa obbligata per avviare i lavori.

Per questo occorre rivolgersi solo a professionisti esperti in questo settre specifico.

Detrazioni per le ristrutturazioni commerciali

Anche la ristrutturazione di un’attività commerciale gode di agevolazioni fiscali

La detrazione per i lavori di ristrutturazione edilizia permette di beneficiare del rimborso Irpef del 50% della spesa sostenuta, fino a un massimo di 96.000 euro. Rientra anche la ristrutturazione di un negozio o di un locale di attività commerciale in generale, la cui detrazione per i costi dei lavori sarà da dividere in 10 quote annuali. La proroga prevista per il 2019 considera anche il bonus mobili, ovvero la detrazione del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe A+ o superiore, fino ad un massimo di 10mila euro.

Chi ristruttura un locale commerciale in una zona a elevato rischio sismico (come sono le zone 1, 2 e 3) e interviene per migliorare l’efficienza antisismica, ha diritto a una detrazione d’imposta del 50% sulle spese sborsate se esegue i lavori entro il 31 dicembre 2021.

Se la ristrutturazione del locale commerciale considera anche interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, come ad esempio la realizzazione di un cappotto termico, oppure la sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento con uno nuovo a basso consumo, è possibile fruire dell’ecobonus con conseguente detrazione d’imposta del 65% sulle spese.

Per i locali commerciali, che sono parte integrante di un condominio, valgono anche le agevolazioni fiscali relative alle spese per interventi sulle parti comuni con rimborso del 70-75% delle spese sostenute in base al livello di miglioramento dell’efficienza energetica ottenuta dall’edificio.

In ogni caso, la ristrutturazione un locale commerciale deve rispettare la normativa in vigore e deve soddisfare tutta una serie di requisiti, che prevedono regole rigorose:

  • l’altezza dei locali commerciali a partire da un minimo di 2,50 metri;
  • l’altezza dei locali accessori quali ad esempio il bagno a partire da un minimo di 2,40 metri;
  • in termini di superficie vengono consigliati almeno 12 metri quadrati, ma molto dipende dal volume dell’affollamento stimato;
  • laddove si parla di illuminazione naturale deve essere distribuita in maniera omogenea e rappresentare almeno il 10% della superficie calpestabile;
  • al locale deve essere garantita una areazione naturale grazie alla presenza di porte e finestre almeno per una percentuale pari al 10% della superficie se il locale è collocato sotto 400 metri sul livello del mare. La percentuale passa all’8,33% nel caso in cui il locale risulti collocato oltre i 400 metri sul livello del mare e si riduce al 6,66% se si tratta di centro storico.

Fonte: Idealista

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